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Monte Ardone - NO Ampliamento PDF Stampa E-mail
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No all’ampliamento di Monte Ardone

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La discarica di Monte Ardone sta ormai giungendo all’esaurimento della sua capacità di
accoglimento di rifiuti, secondo le previsioni tra alcuni mesi verrà raggiunta la capienza
massima di 300 mila tonnellate.
Siamo venuti a conoscenza del fatto che l’azienda proprietaria dell’impianto intende tuttavia
chiedere una ulteriore concessione all’Amministrazione provinciale per continuare l’attività di
smaltimento.
Questo nuovo scenario ci ha molto sorpreso perchè ritenevamo sinceramente imbarazzante
una ulteriore concessione visto il trascorso travagliato dell’impianto e la sua precaria
collocazione geomorfologica.
Legambiente ritiene che non vi siano le condizioni per ulteriori ampliamenti. Alle precarie
condizioni di partenza si sono aggiunti ulteriori elementi di preoccupazione:
1. presenza di un acquifero sotto all’impianto. Durante le ultime sedute
dell'Osservatorio è emersa la presenza di una falda d'acqua sotterranea in grado di
interessare il corpo della discarica - come Legambiente ha sempre sostenuto. Alla luce
di tale importante novità abbiamo verbalizzato la richiesta se durante la fase di
progettazione questa falda sia stata tenuta in considerazione nei calcoli di stabilità del
versante. La nostra associazione inoltre ha chiesto da circa due anni uno studio che
analizzi la conformazione della falda e l’interazione con l’impianto esistente. Rimangono
inevasi a questo riguardo anche gli studi sulla stabilità del profilo a valle della discarica
in corrispondenza dell’argine di contenimento.
2. L’incerta funzionalità dello strato impermeabilizzante. Il primo dei due teli di
contenimento dei rifiuti era già stato danneggiato durante l’incendio della discarica del
2006. Anche l’integrità del secondo strato impermeabilizzante desta preoccupazioni
visto che dalle analisi sulle acque dei pozzi piezometrici emergono superamenti dei
limiti di legge secondo D. Lgs 152/06 di alcuni elementi quali cloruri, solfuri, nitriti e
manganese. In sede di Osservatorio Ambientale abbiamo chiesto da tempo
approfondimenti tecnici.
3. La situazione della strada di accesso all’impianto. La viabilità permane in condizioni
precarie vista la presenza di situazioni di dissesto importanti. Anche in questo ultimo
periodo a causa di una frana che ha interessato la superficie stradale vi è stata una
interruzione del traffico pesante verso l’impianto.
4. La provenienza dei rifiuti. La discarica di Monte Ardone è un impianto molto
particolare, oltre alle note criticità relative alla sua collocazione, ha la caratteristica di
accogliere rifiuti di tipologia speciale senza alcun vincolo territoriale. Nello specifico
questi rifiuti sono principalmente sotto forma di fanghi derivanti da processi industriali e
provengono anche da lontano, spesso da fuori regione. L’autorizzazione prevede che i
rifiuti debbano essere non pericolosi. La caratterizzazione di non pericolosità viene data
principalmente dai produttori di rifiuti e viene confermata da analisi periodiche - non
sistematiche - di campioni del materiale.
Ricordiamo che le motivazioni di fondo che avevano indotto gli amministratori alla infelice scelta
di creare un impianto di smaltimento a Monte Ardone erano dettate principalmente dalla
necessità di dare risposte urgenti allo smaltimento di rifiuti solidi urbani per il nostro territorio,
queste ragioni sono venute meno quanto ne è stata modificata la tipologia di conferimento. Da
anni in questa discarica vengono infatti smaltiti rifiuti speciali provenienti da attività industriali di
mezza Italia. Il risultato è stato quello di concentrare sul territorio fornovese, già interessato da
gravi problematiche di carattere ambientale, centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti da fuori
provincia.
Concludiamo lanciando un appello agli enti preposti - in primis Provincia e Comune di Fornovo -
affinchè venga scongiurato un ampliamento delle capacità dell’impianto e nel contempo
vengano analizzate accuramente le problematiche che abbiamo posto in sede di Osservatorio
Ambientale e che riprendiamo sinteticamente in questo documento.


Fornovo Taro, 1 aprile 2015

 

 

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