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2017_03_28-Comunicato_Osservatorio_Laterlite PDF Stampa E-mail
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Osservatorio Laterlite tra disinteresse e immobilismo.

Chiediamo la ripresa dei lavori.


Dai dati rilevati emerge la conferma che la qualità dell’aria della Pianura Padana si qualifica come

tra le peggiori a livello mondiale con continui superamenti dei livelli consentiti di concentrazione di

elementi inquinanti pericolosi.


Il nostro territorio non si sottrae a questo triste primato che determina gravi conseguenze per la

salute e per l’ambiente. Lo scenario impone cambiamenti significativi al nostro stile di vita e modifiche

sostanziali nei processi produttivi.


Una delle fonti inquinanti di maggior rilievo nella nostra zone viene percepita dalla cittadinanza nel

co-inceneritore di rifiuti industriali nella Laterlite. Da anni è attivo un Osservatorio Ambientale che

si pone l’obiettivo di fare chiarezza sul reale impatto ambientale e sanitario dello stabilimento e

individuare strategie condivise per il miglioramento delle performances. La vita di questo organismo

- espressione di interessi spesso contrastanti - risulta talvolta complicata. Negli ultimi tempi, ad

esempio, osserviamo che i lavori intrapresi dall’Osservatorio Ambientale sembra che si siano arrestati.

Dopo l'ultima riunione pubblica che si è tenuta il 28 Luglio 2016, nella quale il sindaco ha presentato

il nuovo coordinatore dell'Osservatorio, Dott.ssa Mariella Maffini - scelta in modo arbitrario dal Comune

- in sostituzione del dimissionario Dott. Walter Ganapini, non sono più emerse notizie sul funzionamento

del tavolo tecnico, o su eventuali aggiornamenti sull’andamento dell'impianto.

In quell’ultima riunione furono assunti impegni concreti da parte del Coordinatore e del Sindaco dI

Solignano, venne inoltre prospettato un nuovo incontro in settembre, a tutt’oggi non è stato ancora stata

comunicata nessuna data di eventuali incontri o assemblee pubbliche e non si hanno notizie sulla

prosecuzione dei lavori.

Legambiente ritiene preoccupante questa situazione di immobilismo e condiziona la propria presenza

nell’organismo ad un radicale mutamento di rotta.

Occorre tempestivamente riprendere il lavoro sui temi già individuati durante le discussioni precedenti,

in particolare:

– continuare gli studi sulla mutagenesi,
– coinvolgere l'Università di Parma per monitorare i licheni e altri organismi sensibili all'inquinamento
atmosferico e ambientale,
– effettuare una ricerca coinvolgendo i medici di famiglia della zona interessata Solignano, Medesano,
Fornovo e Varano Melegari per verificare lo stato di salute della cittadinanza, senza fermarsi alla
sola mortalità, come fatto finora.
– verificare con le farmacie locali, l'utilizzo di farmaci specifici utilizzati per curare malattie o sintomi
legati all'inquinamento.
– approfondire assieme agli enti preposti lo studio mirato alla ricerca dell'effettiva origine
dell’inquinamento rilevato;
– individuare strumenti tecnici per migliorare la combustione dell'impianto con le ultime tecnologie
attualmente a disposizione .

Legambiente ritiene che l’Osservatorio debba svolgere ancora un ruolo importante nella vicenda ed

auspica una nuova stagione di impegno da parte di tutte le componenti al fine del raggiungimento

degli scopi prefissati.


Fornovo, 28 marzo 2017

 

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