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COMUNICATO STAMPA
Legambiente è stata invitata dall’Amministrazione di Fornovo a far parte dell’osservatorio su Monte Ardone. Dell’organismo fanno parte anche i rappresentanti delle amministrazioni locali, degli organismi di controllo e del Comitato delle aziende contrarie all’impianto. Molto volentieri abbiamo aderito a questo nuovo organismo per esercitare un diritto/dovere di controllo e di informazione su quanto avviene a Monte Ardone e sull’utilizzo futuro dell’impianto.
Sono purtroppo passati inutilmente due mesi. In questo periodo si è infatti tenuta la sola riunione preliminare durante la quale non si è andati oltre alle dichiarazioni di intenti. Ci è stata presentata una bozza di regolamento dell’osservatorio – piuttosto scarna - sulla quale abbiamo presentato importanti osservazioni affinché questo organismo possa avere un ruolo significativo. In particolare, vorremmo che venisse garantita ai cittadini la massima trasparenza sul funzionamento dell’impianto mediante pubblicazioni e un sito web dedicato. Vogliamo che ad ogni membro dell’osservatorio venga garantita la tempestiva informazione in caso di incidenti e/o di accadimenti di natura straordinaria. Riteniamo, inoltre, che ciascun membro dell’osservatorio debba avere le competenze necessarie per poter controllare e verificare l’impianto. Vogliamo che vengano attuati strumenti di controllo sull’intera filiera dei rifiuti.
Alla data odierna non abbiamo avuto alcun riscontro alle nostre richieste in quanto la riunione dell’osservatorio che doveva tenersi il 9 aprile u.s. è stata rinviata dall’Amministrazione Comunale per tre volte (l’ultima a data da destinarsi). Non è sicuramente l’inizio da noi auspicato.
Intanto i conferimenti in discarica continuano (?) secondo il programma concordato con le autorità competenti. Nella discarica vengono conferiti rifiuti molto particolari provenienti da gran parte dell’Italia. Le tipologie degli scarti autorizzati dalla Provincia sono infatti: terreni e fanghi provenienti da bonifiche di suoli contaminati, residui della depurazione dei fumi (industriali), ceneri provenienti dal coincenerimento, scorie varie delle lavorazioni industriali.
Quali garanzie in termini di sicurezza ambientale e sanitaria possono essere garantite a fronte di questi conferimenti? Qual è la ragione per la quale questi rifiuti percorrono centinaia di km per essere smaltiti a Fornovo?
E’ del tutto evidente che sarà necessario approfondire all’interno dell’osservatorio questi aspetti per fugare ogni dubbio sulla effettiva pericolosità della discarica.
Abbiamo appreso dagli organi di informazione che vi sono stati controlli da parte del nucleo ecologico dei Carabinieri a seguito di segnalazioni per problemi percepiti nella zona circostante. Pensiamo che al verificarsi di eventi imprevisti a carico dell’impianto l’osservatorio debba essere immediatamente messo a conoscenza da parte dell’Amministrazione del comune di Fornovo. Aspettiamo fiduciosi di conoscere le risultanze di queste ispezioni.
Vorremmo rilevare infine, ancora una volta, l’assurdità di un iter decisionale che ha stabilito che l’impianto di Monte Ardone è fuori dal piano provinciale dei rifiuti e che esso non riveste più alcuna utilità per lo smaltimento dei rifiuti del nostro territorio.
Senza rimarcare tutte le tappe di questo lungo percorso ricordiamo che Legambiente, pur contrastando fermamente la localizzazione dell’impianto, ha sempre considerato positivamente l’assunzione di responsabilità di Fornovo verso il territorio limitrofo in termini di solidarietà reciproca; ora che anche questo aspetto non sussiste, Monte Ardone rappresenta per i nostri territori unicamente un grande problema e un rischio ambientale da gestire per diversi decenni.
Fornovo Taro, 5 maggio 2010
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