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2017_03_28-Comunicato_Osservatorio_Laterlite PDF Stampa E-mail
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Osservatorio Laterlite tra disinteresse e immobilismo.

Chiediamo la ripresa dei lavori.


Dai dati rilevati emerge la conferma che la qualità dell’aria della Pianura Padana si qualifica come

tra le peggiori a livello mondiale con continui superamenti dei livelli consentiti di concentrazione di

elementi inquinanti pericolosi.


Il nostro territorio non si sottrae a questo triste primato che determina gravi conseguenze per la

salute e per l’ambiente. Lo scenario impone cambiamenti significativi al nostro stile di vita e modifiche

sostanziali nei processi produttivi.


Una delle fonti inquinanti di maggior rilievo nella nostra zone viene percepita dalla cittadinanza nel

co-inceneritore di rifiuti industriali nella Laterlite. Da anni è attivo un Osservatorio Ambientale che

si pone l’obiettivo di fare chiarezza sul reale impatto ambientale e sanitario dello stabilimento e

individuare strategie condivise per il miglioramento delle performances. La vita di questo organismo

- espressione di interessi spesso contrastanti - risulta talvolta complicata. Negli ultimi tempi, ad

esempio, osserviamo che i lavori intrapresi dall’Osservatorio Ambientale sembra che si siano arrestati.

Dopo l'ultima riunione pubblica che si è tenuta il 28 Luglio 2016, nella quale il sindaco ha presentato

il nuovo coordinatore dell'Osservatorio, Dott.ssa Mariella Maffini - scelta in modo arbitrario dal Comune

- in sostituzione del dimissionario Dott. Walter Ganapini, non sono più emerse notizie sul funzionamento

del tavolo tecnico, o su eventuali aggiornamenti sull’andamento dell'impianto.

In quell’ultima riunione furono assunti impegni concreti da parte del Coordinatore e del Sindaco dI

Solignano, venne inoltre prospettato un nuovo incontro in settembre, a tutt’oggi non è stato ancora stata

comunicata nessuna data di eventuali incontri o assemblee pubbliche e non si hanno notizie sulla

prosecuzione dei lavori.

Legambiente ritiene preoccupante questa situazione di immobilismo e condiziona la propria presenza

nell’organismo ad un radicale mutamento di rotta.

Occorre tempestivamente riprendere il lavoro sui temi già individuati durante le discussioni precedenti,

in particolare:

– continuare gli studi sulla mutagenesi,
– coinvolgere l'Università di Parma per monitorare i licheni e altri organismi sensibili all'inquinamento
atmosferico e ambientale,
– effettuare una ricerca coinvolgendo i medici di famiglia della zona interessata Solignano, Medesano,
Fornovo e Varano Melegari per verificare lo stato di salute della cittadinanza, senza fermarsi alla
sola mortalità, come fatto finora.
– verificare con le farmacie locali, l'utilizzo di farmaci specifici utilizzati per curare malattie o sintomi
legati all'inquinamento.
– approfondire assieme agli enti preposti lo studio mirato alla ricerca dell'effettiva origine
dell’inquinamento rilevato;
– individuare strumenti tecnici per migliorare la combustione dell'impianto con le ultime tecnologie
attualmente a disposizione .

Legambiente ritiene che l’Osservatorio debba svolgere ancora un ruolo importante nella vicenda ed

auspica una nuova stagione di impegno da parte di tutte le componenti al fine del raggiungimento

degli scopi prefissati.


Fornovo, 28 marzo 2017

 
2017_02_03_Agri-villaggio_Caselle PDF Stampa E-mail
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Caselle: un paesaggio da tutelare

 

Con il deposito presso l’Amministrazione Comunale del nuovo intervento urbanistico in località le Caselle

- denominato “Agrivillaggio” - si è riaperto a Fornovo il dibattito sulla qualità dell’abitare ed in particolare

sulla qualità dello sviluppo.


L’argomento si intreccia in questi giorni con il confronto avviato a livello Regionale sulla nuova legge

urbanistica della Regione Emilia Romagna, la quale dovrebbe affrontare un’evidente situazione di allarme

ambientale che coinvolge il territorio regionale.
Legambiente ha segnalato alcuni dei limiti e delle contraddizioni che caratterizzano questa nuova legge,

che sembra rinviare ad un futuro prossimo decisioni invece urgenti per fare fronte alle emergenze

presenti quali il generale dissesto territoriale che interessa più del 70% del territorio regionale, il costante

consumo di suolo agricolo che vede ogni anno strappare alle produzioni tipiche della food valley ingenti

estensioni di territorio, il più alto grado di inquinamento dell’aria presente in tutta la pianura padana,

il più alto a livello Europeo.
Il nostro Comune, non sfugge a questa situazione di emergenza ambientale, non solo sul versante dei

delicati assetti idrogeologici delle nostre aree, delimitate fra la collina ed il fiume Taro e dei valori

riscontrabili di inquinamento ambientale, ma anche per scelte operate in passato che hanno contribuito

a determinare nuove emergenze ambientali tra le quali la discarica di Monte Ardone, l’area ex Eni

e la Laterlite.
Il progetto di Agrivillaggio, deve essere valutato in questo contesto, e nel quadro di un’attenta analisi

dei reali bisogni economico-sociali e della domanda presente sul fronte abitativo e di qualità della vita.

E’ a tutti evidente la grave crisi che da tempo attraversa il settore immobiliare e dell’edilizia residenziale

in particolare, crisi che sicuramente è una delle principali concause della pesante situazione economica

del paese, con le forti e negative ripercussioni sulle aziende di costruzione del settore, sul sistema bancario,

con l’esplosione di una bolla edilizia che ha lasciato un patrimonio edilizio costruito invenduto ,

spesso lasciato nel degrado e privo dei servizi essenziali, trascinando in difficoltà migliaia e migliaia di famiglie,

dopo avere devastato il territorio e sottratto preziose aree all’uso agricolo e produttivo.
L’intervento urbanistico proposto alle Caselle è il tentativo di aggiornare e trovare nuove motivazioni

a scelte urbanistiche risalenti alla fine degli anni ‘90, già a quel tempo discutibili per la caratteristica dei luoghi,

mai realizzate ed oggi non più riproponibili, che prevedevano su quelle aree, una nuova espansione di

Fornovo e del suo centro urbano.
Il progetto, piuttosto velleitario in quanto l’area per essere fruita necessitava di costosi interventi per

la realizzazione della viabilità, venne approvato in una diversa fase storica del paese, in una fase economica

sicuramente più favorevole, e in presenza di una pressante domanda di immobili residenziali che costrinse

parecchi nuclei familiari a cercare alloggi nei comuni limitrofi.
Le Amministrazioni Comunali che si sono succedute in questi anni, hanno operato con continui e parziali

aggiornamenti alle normative urbanistiche ed allo stesso P.O.C., cercando di rispondere in questo modo

ai cambiamenti intervenuti e al nuovo fabbisogno abitativo esistente, sia attraverso specifiche varianti

all’interno del perimetro urbano, che con interventi diffusi su tutto il territorio comunale, senza però

rivedere e aggiornare profondamente quelle ipotesi di sviluppo.
Oggi siamo in presenza di piani urbanistici e interventi edilizi in corso che vedono la realizzazione di

oltre 60 nuovi appartamenti a Fornovo nell’area ex Aeronautica in via Di Vittorio, una zona di espansione

in località Filagni di Riccò con un solo intervento realizzato, altre aree di espansione a Neviano ed

in località Salita, sono state inoltre approvate normative che consentono interventi di recupero alla

residenza di numerosi edifici presenti in zona agricola e non più adibiti all’uso agricolo.
L’intervento proposto alle Caselle, oltre a non rispondere alla domanda di residenza sociale oggi richiesta,

si scontra con quelle che ormai sono considerate priorità condivise da una vasta platea

politico-istituzionale e che, pure con i limiti che abbiamo rilevato, sono confermate dalle linee guida

della nuova legge urbanistica Regionale: consumo zero di suolo e riqualificazione e recupero del

patrimonio edilizio esistente.
Il patrimonio edilizio pubblico e privato di Fornovo è caratterizzato da uno stato di forte vetustà,

con interi comparti edilizi del centro storico da anni interessati da progetti di riqualificazione e

piani particolareggiati mai attuati e quindi fortemente degradati sia sotto l’aspetto strutturale che

sanitario, come possono testimoniare le proprietà ex Stefanè (oggi Caritas) e alcuni immobili

situati in via Lisoni, situazione più in generale presente in tutto il centro storico, che , salvo alcuni

interventi limitati a singoli immobili e realizzati negli anni recenti, versa in uno stato di abbandono,

favorendo così la chiusura di diverse attività commerciali.
Altre zone residenziali, realizzate a partire dagli anni 60, via della Repubblica, via Solferino,

via Roma, sono caratterizzate da un forte degrado e necessitano di consistenti interventi di

ristrutturazione, e più in generale, sul versante del risparmio energetico.
L’unico e ultimo intervento significativo per le dimensioni e per il positivo impatto di riqualificazione

di un intero comparto edilizio, risale alla fine degli anni 80, ed ha interessato gli edifici del centro

storico di via Greto Taro e Piazza del Mercato, zona che oggi svolge un ruolo economico e

sociale importante per il paese.
Le scelte urbanistiche dell’Amministrazione Comunale, hanno un impatto anche sui diversi

comparti dell’economia del nostro Comune.

L’attività agricola è caratterizzata dalla presenza di alcune importanti realtà produttive, allevamenti

per produzione di latte per il parmigiano-reggiano, un caseificio sociale, realtà produttive queste,

collocate nelle zone agricole più pregiate del territorio, le Caselle e i Provinciali, la valle dello

Sporzana, Neviano e Cafragna.

La salvaguardia delle aree ad uso agricolo ed il potenziamento delle attività produttive esistenti,

per un territorio come il nostro, caratterizzato da una delicata conformazione idrogeologica,

risulta determinante e di estrema importanza non solo sotto l’aspetto economico-produttivo,

ma per la tutela e la prevenzione da possibili danni al territorio.
Conclusioni
Legambiente ritiene che il paesaggio rurale delle Caselle e l’altopiano circostante rivestano

caratteristiche di pregio uniche e che debbano essere ricompresi tra i più importanti beni

paesaggistici da tutelare nella nostra zona.
La proposta di Agrivillaggio, non rappresenta una novità in quanto già proposto dagli stessi

soggetti, con esito negativo, in altre realtà agricole della Provincia, più vicine a Parma e quindi

più appetibili in quanto di facile accesso a servizi primari.
Il progetto di “Agrivillaggio” in località Caselle, per la sua collocazione e qualità edilizia, risulta

fortemente alternativo alle priorità che abbiamo delineato, in quanto presuppone una significativa

occupazione di aree di pregio ad uso agricolo , proprio in prossimità della più grande azienda di

allevamento del comune, non risponde alla domanda pressante di residenza sociale, rischia di

distrarre risorse pubbliche e private verso interventi di recupero, riqualificazione, delle zone

degradate del centro urbano.

Legambiente Fornovo, nel valutare negativamente sotto l’aspetto urbanistico-ambientale il

progetto presentato, chiede ai diversi livelli Istituzionali chiamati a decidere sull’ipotesi

presentata di Agri-villaggio e quindi di “occupazione” della più significativa e pregiata area

agricola del nostro territorio, di essere coerenti con le dichiarazioni e decisioni assunte nelle

diverse sedi istituzionali, a cominciare dalla proposta di nuova legge urbanistica della

Regione Emilia Romagna, sulla quale riteniamo necessario aprire un esteso e serrato confronto

con tutta la società civile.

All’Amministrazione Comunale di Fornovo chiediamo di avviare una riflessione che coinvolgendo

le principali associazioni del territorio e la cittadinanza, sia in grado di affermare nuovi e condivisi

obiettivi di sviluppo socio-economico del territorio, sui quali convogliare le risorse pubbliche e

private disponibili, in forte sintonia con le indicazioni più avanzate contenute nella nuova legge

urbanistica Regionale: Stop al consumo del suolo , tutela del paesaggio, recupero e

riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, piano per il miglioramento dell’efficienza

energetica degli edifici pubblici e privati.

 

Fornovo Taro, 3 febbraio 2017


Legambiente Circolo di Fornovo
v. Dalla Chiesa, 1/a Riccò di Fornovo Taro (PR)

 
2016_06_28_Osservazioni_Evento_Fuoristrada_Ceno PDF Stampa E-mail
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Fornovo Taro, 28 giugno 2016


All’Assessore Regionale al Territorio Ambiente e
Parchi
Al Signor Sindaco Comune di Varano de’ Melegari
Al Comando Polizia Forestale di Parma
All’A.I.Po
STB affluenti Po – Ag. Regionale Prot. Civ.
Alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Parma

 

Oggetto: osservazioni sulla manifestazione sportiva nel greto dei fiumi Ceno e Pessola

denominata “King of Italy 2016” tenutasi nei giorni 17-18 e 19 giugno 2016

 

Si è svolta nel Comune di Varano de’ Melegari nell’alveo dei torrenti Ceno e Pessola la manifestazione

motoristica di cui all’oggetto autorizzata con atto specifico dall’Amministrazione Comunale.

La manifestazione, che ha tra l’altro all’interno del logo riferimenti a periodi storici non

particolarmente felici e positivi, ha visto la partecipazione di grandi e rumorosi fuoristrada che hanno

percorso a forte velocità l’alveo del torrente in senso longitudinale e trasversale per tratti di circa 3000

metri, guadando il corso d’acqua in più punti e sollevando nuvole polverose che mosse dal vento hanno

interessato le abitazioni adiacenti all’alveo fluviale e il centro abitato del capoluogo.


Sono pervenute alla scrivente associazione diverse segnalazioni verbali di protesta da parte della
cittadinanza per diverse motivazioni:


1. Inquinamento acustico determinato dal transito dei mezzi;

2. Innalzamento di polveri che durante tutto l’evento hanno interessato le zone abitate circostanti;

3. L’autorizzazione della manifestazione ha comportato il divieto di accesso al fiume, luogo

abitualmente frequentato in questo periodo dell’anno da numerosi bagnanti.

Facciamo nostre tali istanze, riteniamo in aggiunta che questa attività risulti palesemente in contrasto

con la normativa vigente ed in particolare con le prescrizioni di massima e di polizia forestale di cui alla L.R.

4 settembre 1981, n. 30 e che rappresenti un pericoloso precedente fortemente diseducativo ed in

contrasto con l’azione di tutela degli ambienti naturali e della biodiversità.


L’ambiente fluviale deve continuare ad essere un bene comune tutelato ed indisponibile per il

divertimento di pochi. Non vorremmo potessero ricapitare episodi simili, quindi auspichiamo che in futuro

vengano prese decisioni diverse in tal senso. Inviamo la presente agli enti in indirizzo per quanto di loro

competenza. Si allega materiale fotografico.

 
Puliamo il Mondo 2015 PDF Stampa E-mail
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pim
 
Monte Ardone - NO Ampliamento PDF Stampa E-mail
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No all’ampliamento di Monte Ardone

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La discarica di Monte Ardone sta ormai giungendo all’esaurimento della sua capacità di
accoglimento di rifiuti, secondo le previsioni tra alcuni mesi verrà raggiunta la capienza
massima di 300 mila tonnellate.
Siamo venuti a conoscenza del fatto che l’azienda proprietaria dell’impianto intende tuttavia
chiedere una ulteriore concessione all’Amministrazione provinciale per continuare l’attività di
smaltimento.
Questo nuovo scenario ci ha molto sorpreso perchè ritenevamo sinceramente imbarazzante
una ulteriore concessione visto il trascorso travagliato dell’impianto e la sua precaria
collocazione geomorfologica.
Legambiente ritiene che non vi siano le condizioni per ulteriori ampliamenti. Alle precarie
condizioni di partenza si sono aggiunti ulteriori elementi di preoccupazione:
1. presenza di un acquifero sotto all’impianto. Durante le ultime sedute
dell'Osservatorio è emersa la presenza di una falda d'acqua sotterranea in grado di
interessare il corpo della discarica - come Legambiente ha sempre sostenuto. Alla luce
di tale importante novità abbiamo verbalizzato la richiesta se durante la fase di
progettazione questa falda sia stata tenuta in considerazione nei calcoli di stabilità del
versante. La nostra associazione inoltre ha chiesto da circa due anni uno studio che
analizzi la conformazione della falda e l’interazione con l’impianto esistente. Rimangono
inevasi a questo riguardo anche gli studi sulla stabilità del profilo a valle della discarica
in corrispondenza dell’argine di contenimento.
2. L’incerta funzionalità dello strato impermeabilizzante. Il primo dei due teli di
contenimento dei rifiuti era già stato danneggiato durante l’incendio della discarica del
2006. Anche l’integrità del secondo strato impermeabilizzante desta preoccupazioni
visto che dalle analisi sulle acque dei pozzi piezometrici emergono superamenti dei
limiti di legge secondo D. Lgs 152/06 di alcuni elementi quali cloruri, solfuri, nitriti e
manganese. In sede di Osservatorio Ambientale abbiamo chiesto da tempo
approfondimenti tecnici.
3. La situazione della strada di accesso all’impianto. La viabilità permane in condizioni
precarie vista la presenza di situazioni di dissesto importanti. Anche in questo ultimo
periodo a causa di una frana che ha interessato la superficie stradale vi è stata una
interruzione del traffico pesante verso l’impianto.
4. La provenienza dei rifiuti. La discarica di Monte Ardone è un impianto molto
particolare, oltre alle note criticità relative alla sua collocazione, ha la caratteristica di
accogliere rifiuti di tipologia speciale senza alcun vincolo territoriale. Nello specifico
questi rifiuti sono principalmente sotto forma di fanghi derivanti da processi industriali e
provengono anche da lontano, spesso da fuori regione. L’autorizzazione prevede che i
rifiuti debbano essere non pericolosi. La caratterizzazione di non pericolosità viene data
principalmente dai produttori di rifiuti e viene confermata da analisi periodiche - non
sistematiche - di campioni del materiale.
Ricordiamo che le motivazioni di fondo che avevano indotto gli amministratori alla infelice scelta
di creare un impianto di smaltimento a Monte Ardone erano dettate principalmente dalla
necessità di dare risposte urgenti allo smaltimento di rifiuti solidi urbani per il nostro territorio,
queste ragioni sono venute meno quanto ne è stata modificata la tipologia di conferimento. Da
anni in questa discarica vengono infatti smaltiti rifiuti speciali provenienti da attività industriali di
mezza Italia. Il risultato è stato quello di concentrare sul territorio fornovese, già interessato da
gravi problematiche di carattere ambientale, centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti da fuori
provincia.
Concludiamo lanciando un appello agli enti preposti - in primis Provincia e Comune di Fornovo -
affinchè venga scongiurato un ampliamento delle capacità dell’impianto e nel contempo
vengano analizzate accuramente le problematiche che abbiamo posto in sede di Osservatorio
Ambientale e che riprendiamo sinteticamente in questo documento.


Fornovo Taro, 1 aprile 2015

 

 
Lettera aperta sull'osservatorio Laterlite PDF Stampa E-mail
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Lettera aperta ai Sindaci di Solignano, Fornovo Taro, Medesano, Varano Melegari

Sono passati più di due mesi dall’incontro pubblico dell’Osservatorio Ambientale sulla Laterlite

organizzato a Rubbiano con la presenza di illustri professori, docenti universitari e ricercatori

nel quale sono stati presentati studi che hanno messo in luce criticità di tipo sanitario e di

qualità dell’ambiente nel nostro territorio.


In quella sede, si è evidenziato che sia la qualità dell’aria, sia la mortalità riscontrate nella zona

a causa di alcune patologie hanno indici superiori alla media regionale per cui sarebbe stato

necessario continuare il lavoro di analisi e di approfondimento gli studi fin qui fatti.


Successivamente alcuni dei relatori presenti hanno dato la loro disponibilità a collaborare in tal

senso. Ci sono inoltre le disponibilità da parte degli enti pubblici coinvolti (Arpa, Usl, Università

di Parma) per proseguire e approfondire gli studi già avviati grazie all’Osservatorio Ambientale.


Ci pare di capire che nonostante queste dichiarate disponibilità, non si sia ancora mosso niente

con il rischio di perdere un’occasione irripetibile per la popolazione che vive nel territorio di

Rubbiano e nelle zone circostanti.


Non è nostra intenzione fare pressioni ai Sindaci o al Coordinatore dell’Osservatorio Ambientale,

ma vorremmo ricordare che i Sindaci sono i principali responsabili sul territorio della salute pubblica

e che se esiste un problema di carattere ambientale che possa pregiudicare la salute dei cittadini,

occorre fare il possibile per dare risposte concrete e risolvere le criticità. Serve perciò da parte

dei Sindaci la volontà di continuare e servono i mezzi per consentire la prosecuzione degli studi

scientifici.


A tale scopo riteniamo indispensabile trovare, nelle pieghe dei bilanci comunali o nei fondi regionali,

le risorse necessarie per proseguire con metodi scientifici certificati, gli studi sull’inquinamento e

sullo stato sanitario dei Comuni di Solignano, Fornovo, Medesano e Varano Melegari, coinvolgendo

il più possibile gli enti preposti e chiunque abbia dato la disponibilità a farlo.


Mai come ora abbiamo avuto la possibilità di concretizzare questi importanti obiettivi, non sfruttare

questa occasione sarebbe una sconfitta per i cittadini dei quattro comuni interessati e soprattutto

dei Sindaci liberamente eletti dai cittadini.


Auspichiamo quindi che venga al più presto redatta una nuova agenda dei lavori che comprenda

sia il compimento dei predetti studi e pianifichi la prosecuzione del confronto con l’azienda allo

scopo di perseguire un impatto ambientale sempre minore sul nostro territorio.


Fornovo Taro, 2 marzo 2015

 
Puliamo il Mondo 2014 PDF Stampa E-mail
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pim2014
 
2014_05_13-RIsposta_Lettera_Aperta_al_Sindaco_Grenti PDF Stampa E-mail
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Lettera aperta al Sindaco Grenti ed a Fornovo Città Futura
Signora Sindaco di Fornovo Taro, gruppo Fornovo Città Futura,
abbiamo letto la Vostra risposta alla lettera aperta che abbiamo pubblicato la settimana scorsa e
ci dispiace constatare che ancora una volta è venuto a mancare il rispetto e la considerazione
nei nostri confronti.
Siamo in clima da campagna elettorale, il momento è sicuramente difficile per un Sindaco e per
un’Amministrazione che chiede un rinnovato consenso ai cittadini.
Tuttavia non è in alcun modo accettabile da parte di un primo cittadino e della sua
Giunta etichettare con giudizi politici, morali ed etici un’associazione di volontariato del
territorio che svolge il proprio ruolo istituzionale rivolgendo richieste e chiarimenti a chi è
deputato alla tutela della salute pubblica e del territorio, avvalendosi di persone che dedicano
parte del proprio tempo libero alla salvaguardia dell’ambiente..
Siamo amareggiati nel constatare che degli Amministratori Pubblici a fronte di domande poste in
modo fermo ma assolutamente rispettoso si siano abbandonati ad attacchi ingiustificabili e
pretestuosi nei nostri confronti.
Legambiente ha svolto prima di qualsiasi altro gruppo organizzato la vertenza sulla discarica di
Monte Ardone, i membri più anziani del gruppo Fornovo Città Futura hanno la memoria corta se
non ricordano le svariate iniziative che abbiamo condotto e il duro confronto che vi è stato con le
precedenti Amministrazioni Comunali e Provinciali, anche se di diverso colore politico
dimostrando ogni volta libertà di giudizio e indipendenza dal potere politico. Anche per
questo motivo siamo stati chiamati proprio da Voi a far parte dell’Osservatorio di Monte Ardone.
La stessa mistificazione della realtà viene attuata quando si accenna ad un nostro
disinteresse alla vicenda della Laterlite, visto che seguiamo la vertenza da più di un
decennio essendo stati tra i promotori del primo Osservatorio Ambientale,  facendone parte
tuttora, pubblicando comunicati sull’argomento e subendo azioni legali da parte dell’Azienda.
Sulla bonifica dell’area  Eni abbiamo chiesto al Sindaco di rendere pubblici i dati
sull’inquinamento coinvolgendo la cittadinanza, questo non è stato fatto. Ci chiediamo cosa
abbia ottenuto finora questa Amministrazione per il ripristino dell’’area.  Inoltre, se ci fossero i
presupposti per un azione legale, perchè il Sindaco non l’ha intrapresa?
Legambiente è stata sempre molto rispettosa con la Vostra amministrazione, non siamo stati
ricambiati negli stessi termini. Le critiche sulla gestione dell’Osservatorio sono state sempre sul
merito delle questioni e mai con argomentazioni politiche e valutazioni personali.
L’anno scorso ci siamo rivolti direttamente al Sindaco chiedendo nuovi studi sulla discarica
perchè i dati rivelavano questioni da approfondire. Ci sembrava che la Grenti avesse colto questi
elementi, essendoci lasciati durante l’estate con l’accordo di ricevere  un riscontro sulle
questioni poste. A marzo di quest’anno, dopo sei mesi in cui non abbiamo avuto nessuna
risposta abbiamo pubblicato un comunicato stampa  e dopo altri due mesi di silenzio del
Comune  abbiamo ripreso le nostre argomentazioni in una lettera aperta.
In questi anni abbiamo pubblicato diversi comunicati sulla discarica e sul funzionamento
dell’Osservatorio perchè pensiamo che il nostro ruolo non possa essere solo di ascolto di
quanto viene riportato nelle riunioni ma critico e propositivo nei confronti
dell’Amministrazione Pubblica e della gestione privata, dispiace che gli Amministratori non
abbiano avuto la sensibilità di apprezzare il valore di queste azioni cogliendo gli spunti che gli
abbiamo offerto.
Pur nella diversità di ruoli che si è chiamati a ricoprire quando si governa, auspicavamo che gli
attuali amministratori, con un passato di oppositori alla discarica, fossero più critici dei
precedenti nei confronti dell’impianto, così non è stato.
Tornando al merito delle questioni poste:
­ la presenza di una falda sotto la discarica era un dato non tenuto in considerazione
precedentemente ­ vogliamo approfondondire questo aspetto?
­ ci sono dati anomali nell’acqua in alcuni pozzetti di controllo dell’impianto ­ ci sono perdite di
percolato?
­ c’è una sezione dell’impianto particolarmente critica per la presenza di acqua nel sottosuolo ­
vogliamo fare uno studio su questa sezione?
­ un osservatorio che si riunisce solo una volta nel 2012 ed altrettanto nel 2013 può funzionare in
modo proficuo?
­ è normale che a distanza di un anno la verbalizzazione di una seduta non sia stata effettuata?
Gli amministratori di Fornovo non possono eludere queste domande scaricando la
responsabilità su altri perchè essi sono i primi responsabili del territorio e della salute
dei cittadini. I quesiti sono gli stessi di due mesi fa, se i riscontri fossero arrivati per tempo non
li avremmo riproposti durante la campagna elettorale.
Concludiamo chiedendo al Sindaco, agli Amministratori ed al gruppo Fornovo Città Futura le
pubbliche scuse per le affermazioni irrispettose che ci sono state indirizzate auspicando
che, nell’interesse dei cittadini, possa essere ripristinata una proficua collaborazione.
Fornovo Taro 13/05/2014
Lettera aperta al Sindaco Grenti ed a Fornovo Città Futura
Signora Sindaco di Fornovo Taro, gruppo Fornovo Città Futura,
abbiamo letto la Vostra risposta alla lettera aperta che abbiamo pubblicato la settimana scorsa e
ci dispiace constatare che ancora una volta è venuto a mancare il rispetto e la considerazione
nei nostri confronti.
Siamo in clima da campagna elettorale, il momento è sicuramente difficile per un Sindaco e per
un’Amministrazione che chiede un rinnovato consenso ai cittadini.
Tuttavia non è in alcun modo accettabile da parte di un primo cittadino e della sua
Giunta etichettare con giudizi politici, morali ed etici un’associazione di volontariato del
territorio che svolge il proprio ruolo istituzionale rivolgendo richieste e chiarimenti a chi è
deputato alla tutela della salute pubblica e del territorio, avvalendosi di persone che dedicano
parte del proprio tempo libero alla salvaguardia dell’ambiente..
Siamo amareggiati nel constatare che degli Amministratori Pubblici a fronte di domande poste in
modo fermo ma assolutamente rispettoso si siano abbandonati ad attacchi ingiustificabili e
pretestuosi nei nostri confronti.
Legambiente ha svolto prima di qualsiasi altro gruppo organizzato la vertenza sulla discarica di
Monte Ardone, i membri più anziani del gruppo Fornovo Città Futura hanno la memoria corta se
non ricordano le svariate iniziative che abbiamo condotto e il duro confronto che vi è stato con le
precedenti Amministrazioni Comunali e Provinciali, anche se di diverso colore politico
dimostrando ogni volta libertà di giudizio e indipendenza dal potere politico. Anche per
questo motivo siamo stati chiamati proprio da Voi a far parte dell’Osservatorio di Monte Ardone.
La stessa mistificazione della realtà viene attuata quando si accenna ad un nostro
disinteresse alla vicenda della Laterlite, visto che seguiamo la vertenza da più di un
decennio essendo stati tra i promotori del primo Osservatorio Ambientale,  facendone parte
tuttora, pubblicando comunicati sull’argomento e subendo azioni legali da parte dell’Azienda.
Sulla bonifica dell’area  Eni abbiamo chiesto al Sindaco di rendere pubblici i dati
sull’inquinamento coinvolgendo la cittadinanza, questo non è stato fatto. Ci chiediamo cosa
abbia ottenuto finora questa Amministrazione per il ripristino dell’’area.  Inoltre, se ci fossero i
presupposti per un azione legale, perchè il Sindaco non l’ha intrapresa?
Legambiente è stata sempre molto rispettosa con la Vostra amministrazione, non siamo stati
ricambiati negli stessi termini. Le critiche sulla gestione dell’Osservatorio sono state sempre sul
merito delle questioni e mai con argomentazioni politiche e valutazioni personali.
L’anno scorso ci siamo rivolti direttamente al Sindaco chiedendo nuovi studi sulla discarica
perchè i dati rivelavano questioni da approfondire. Ci sembrava che la Grenti avesse colto questi
elementi, essendoci lasciati durante l’estate con l’accordo di ricevere  un riscontro sulle
questioni poste. A marzo di quest’anno, dopo sei mesi in cui non abbiamo avuto nessuna
risposta abbiamo pubblicato un comunicato stampa  e dopo altri due mesi di silenzio del
Comune  abbiamo ripreso le nostre argomentazioni in una lettera aperta.
In questi anni abbiamo pubblicato diversi comunicati sulla discarica e sul funzionamento
dell’Osservatorio perchè pensiamo che il nostro ruolo non possa essere solo di ascolto di
quanto viene riportato nelle riunioni ma critico e propositivo nei confronti
dell’Amministrazione Pubblica e della gestione privata, dispiace che gli Amministratori non
abbiano avuto la sensibilità di apprezzare il valore di queste azioni cogliendo gli spunti che gli
abbiamo offerto.
Pur nella diversità di ruoli che si è chiamati a ricoprire quando si governa, auspicavamo che gli
attuali amministratori, con un passato di oppositori alla discarica, fossero più critici dei
precedenti nei confronti dell’impianto, così non è stato.
Tornando al merito delle questioni poste:
­ la presenza di una falda sotto la discarica era un dato non tenuto in considerazione
precedentemente ­ vogliamo approfondondire questo aspetto?
­ ci sono dati anomali nell’acqua in alcuni pozzetti di controllo dell’impianto ­ ci sono perdite di
percolato?
­ c’è una sezione dell’impianto particolarmente critica per la presenza di acqua nel sottosuolo ­
vogliamo fare uno studio su questa sezione?
­ un osservatorio che si riunisce solo una volta nel 2012 ed altrettanto nel 2013 può funzionare in
modo proficuo?
­ è normale che a distanza di un anno la verbalizzazione di una seduta non sia stata effettuata?
Gli amministratori di Fornovo non possono eludere queste domande scaricando la
responsabilità su altri perchè essi sono i primi responsabili del territorio e della salute
dei cittadini. I quesiti sono gli stessi di due mesi fa, se i riscontri fossero arrivati per tempo non
li avremmo riproposti durante la campagna elettorale.
Concludiamo chiedendo al Sindaco, agli Amministratori ed al gruppo Fornovo Città Futura le
pubbliche scuse per le affermazioni irrispettose che ci sono state indirizzate auspicando
che, nell’interesse dei cittadini, possa essere ripristinata una proficua collaborazione.
Fornovo Taro 13/05/2014
 
2014_05_06-Lettera_Aperta_Monte_Ardone PDF Stampa E-mail
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Lettera aperta al Sindaco di Fornovo Taro

Discarica di Monte Ardone: vogliamo risposte  

Gent.ma Signora Sindaco di Fornovo,
a distanza di due mesi dal precedente comunicato di Legambiente non abbiamo avuto nessuna risposta
da parte dell’Amministrazione Comunale di Fornovo sulle questioni sollevate in merito alla discarica di
Monte Ardone.   
Da un anno, inspiegabilmente,  non viene convocato l’Osservatorio Ambientale.
L’ultimo incontro plenario ­ del quale peraltro manca ancora il verbale ­ si è svolto nel maggio del 2013. In
quell’occasione abbiamo posto alcune questioni che emergevano dalla documentazione in nostro
possesso e dal dibattito che si è svolto alla presenza dei tecnici.
Erano tre le questioni salienti:
1. Come abbiamo sempre sostenuto e in base a quanto emerso anche durante quest’ultima riunione
l’impianto è stato realizzato in presenza di una falda acquifera. Alla luce di questo fattore diventa
fondamentale studiare la stabilità del profilo nella parte bassa della discarica.  Da tre anni abbiamo
richiesto uno studio di stabilità su questa sezione.
2. Riteniamo utile esaminare la conformazione di questo acquifero per capire in quale modo possa
essere in grado di influenzare la gestione dell’impianto. A tale scopo occorre uno studio idrogeologico
mirato.
3. Dalle analisi pubblicate nelle relazioni emerge che l’acqua di alcuni pozzetti sentinella presenta
un’anomala quantità di sostanze inquinanti quali cloruri, nitrati e manganese .  
Anche su questo abbiamo chiesto di fare approfondimenti per fugare qualsiasi dubbio che vi siano
perdite di sostanze inquinanti dalla massa dei rifiuti.
Successivamente, essendo molto determinati ad ottenere la realizzazione degli studi abbiamo più volte
incontrato Lei ed i suoi tecnici di fiducia per confrontarci sulle questioni poste.  
Negli incontri era emersa la disponibilità dell’Amministrazione  a svolgere nuovi studi nella direzione dai
noi auspicata, disponibilità che purtroppo ancora una volta, a distanza di oltre sei mesi, non  si è
concretizzata in azioni conseguenti, anzi  sulla vicenda c’è stato un assordante e ingiustificato
silenzio.  
Le poniamo perciò le seguenti domande:
Perchè non si è proseguito con gli appronfondimenti condivisi?
Perchè non è stato redatto il verbale dell’ultimo Osservatorio?
Perchè  in questi anni non è stato possibile assicurare un regolare e proficuo svolgimento delle
riunioni dell’Osservatorio?
Perchè a distanza di un anno non sono più state convocate riunioni dell’Osservatorio?
In attesa di un cortese riscontro Le inviamo cordiali saluti.

Fornovo Taro, 6 maggio 2014

 
2014_03_03-Comunicato_Monte_Ardone PDF Stampa E-mail
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Discarica di Monte Ardone:
da tempo chiediamo approfondimenti, l’osservatorio è
paralizzato.
Legambiente di Fornovo ha partecipato in questi anni all’Osservatorio per la discarica di Monte Ardone
con spirito critico cercando il confronto e l’approfondimento sui temi di interesse pubblico in direzione
della tutela del territorio. Va ricordato che l’associazione partecipa ai lavori a titolo gratuito, volontario e
avvalendosi di esperti del settore.
L’attuale Amministrazione ha ereditato dalle precedenti questo “ingombrante” impianto che accoglie da
anni rifiuti industriali e civili  di tipo speciale, considerati non pericolosi . Nei toni agguerriti della scorsa
campagna elettorale era emersa da parte del candidato Sindaco di Fornovo ­ Sig.ra Grenti,  una linea di
dura critica alla discarica, nonostante queste premesse  il nostro impegno nell’osservatorio non è stato
apprezzato, siamo stati considerati talvolta scomodi  e ingombranti perchè abbiamo posto dubbi,
avanzato critiche, proposto cambiamenti. E’ stato perciò difficile lavorare proficuamente. Come abbiamo
più volte scritto  le riunioni sono state  annunciate e poi disdette, si sono tenute  in modo discontinuo e
frammentario, talvolta a distanza di 9­10 mesi.
L’ultimo incontro plenario ­ del quale peraltro manca ancora il verbale ­ si è svolto nel maggio del 2013. In
quell’occasione abbiamo ribadito le nostre preoccupazioni sulla situazione dell’impianto che per la sua
infelice localizzazione e per la tipologie dei rifiuti trattati deve essere seguito in modo molto attento.
Purtroppo non abbiamo potuto avere finora la piena disponibilità dei dati richiesti relativi ai controlli
effettuati sui conferimenti del materiale.
In quella sede abbiamo chiesto inoltre studi  approfonditi su alcuni aspetti che emergono dall’esame della
documentazione che ci è stata consegnata.
Sono tre le questioni salienti:
1. Come abbiamo sempre sostenuto e in base a quanto emerso anche durante quest’ultima riunione
l’impianto è stato realizzato in presenza di una falda acquifera. Alla luce di questo fattore diventa
fondamentale studiare la stabilità del profilo nella parte bassa della discarica.  Da tre anni abbiamo
richiesto uno studio di stabilità su questa sezione.
2. Riteniamo utile esaminare la conformazione di questo acquifero per capire in quale modo possa
essere in grado di influenzare la gestione dell’impianto. A tale scopo occorre uno studio idrogeologico
mirato.
3. Dalle analisi pubblicate nelle relazioni emerge che l’acqua di alcuni pozzetti sentinella presenta
un’anomala quantità di sostanze inquinanti quali cloruri, nitrati e manganese .
Anche su questo abbiamo chiesto di fare approfondimenti per fugare qualsiasi dubbio che vi siano
perdite di sostanze inquinanti dalla massa dei rifiuti.
Successivamente, essendo molto determinati ad ottenere la realizzazione degli studi abbiamo più volte
incontrato il Sindaco di Fornovo ed i suoi tecnici di fiducia per confrontarci sulle questioni poste.
Negli incontri è emersa la disponibilità dell’Amministrazione  ad esperire nuovi studi nella direzione dai noi
auspicata, disponibilità che purtroppo ancora una volta, a distanza di oltre sei mesi, non  si è
concretizzata in azioni conseguenti.
Questi sono i fatti che riteniamo doveroso portare a conoscenza della cittadinanza, manifestando una
cocente delusione per la “gestione” dell’osservatorio fin qui attuata dalla Amministrazione Comunale .
Fornovo Taro, 3 marzo 2014
 
Auguri_Natale_2013 PDF Stampa E-mail
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Un augurio di buon Natale, buone feste e un felice anno nuovo a tutti!

 

auguri_Natale_2011

 

 
2012-12-17 - Comunicato - Treni Fornovo-Parma PDF Stampa E-mail
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Legambiente Fornovo Taro – Associazione di volontariato

www.legambientefornovo.eu
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c/o ARCI “A. Guatelli Via Pio La Torre - 43045 Riccò (Fornovo Taro - PR)
LEGAMBIENTE
Circolo di Fornovo Taro
Fornovo Taro, 28 giugno 2013
LETTERA APERTA AGLI AMMINISTRATORI
VICENDA LATERLITE: OCCORRE PIU’ TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE E UN OSSERVATORIO AMBIENTALE PIU’ INCISIVO
Nell’autunno dell’anno scorso era prevista la scadenza dell’autorizzazione dell’azienda Laterlite per il processo produttivo che prevede l’utilizzo come combustibili degli oli esausti.
Legambiente aveva chiesto di apportare significativi cambiamenti nella nuova, eventuale, autorizzazione in termini di riduzione dei materiali utilizzati, nelle loro tipologie e, inoltre, di effettuare studi epidemiologici finalizzati a verificare il grado di pericolosità della lavorazione sulla salute dei cittadini dei territori circostanti.
I ritardi che hanno segnato la ripresa dei lavori dell’Osservatorio, dovuti alla necessità di integrare il regolamento e completare lo stesso con un la nomina di un nuovo esperto (Dott. Ganapini), hanno di fatto impedito il necessario coinvolgimento nell’iter del rinnovo della nuova autorizzazione, nel frattempo avviato e in fase già avanzata.
Nonostante ciò, come membri dell’Osservatorio abbiamo riproposto le nostre osservazioni, ,in primo luogo, che la ditta si facesse carico di un nuovo studio epidemiologico sulla popolazione, svolto dall'USL, con l’obiettivo di avere delle basi di studio per verificare eventuali incrementi di patologie sulla popolazione.
Nel corso di questi mesi si sono tenute due sedute pubbliche a Rubbiano e una presso il comune di Fornovo a seguito di una nostra richiesta. Contemporaneamente è stato attivato il previsto Comitato tecnico con il compito di approfondire gli aspetti tecnici.
L’osservatorio è risultato uno strumento utile per conoscere alcuni aspetti che riguardano il funzionamento del processo produttivo ma tuttavia poco incisivo sulle scelte, le quali vengono spesso demandate al comitato tecnico. Questo comitato, dopo essersi riunito più volte e dopo aver preso in considerazione le varie richieste e domande presentate sia dal Comitato di Rubbiano sia da noi, il 18 dicembre, ha dato parere positivo per il rinnovo della Autorizzazione Integrata Ambientale.
Legambiente Fornovo Taro – Associazione di volontariato
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c/o ARCI “A. Guatelli Via Pio La Torre - 43045 Riccò (Fornovo Taro - PR)
A distanza di oltre sei mesi, nonostante reiterati annunci, come membri dell’Osservatorio, non siamo in grado di conoscere né se è stata approvata dalla Provincia la nuova autorizzazione, né se sono stati apportati cambiamenti nella direzione da noi auspicata.
Inoltre, a rendere ancora più preoccupante l’attuale fase di continuità della attività produttiva , il 21 marzo, il sindaco del comune di Solignano, su segnalazione dell'Arpa e dei Carabinieri, ha imposto il sequestro di un'area in cui l’azienda aveva stoccato senza autorizzazione materiale del quale si ignora la composizione. Il procedimento non si è ancora concluso, confidiamo che l’Osservatorio venga informato puntualmente sull’accaduto.
Infine, abbiamo appreso che il nuovo Sindaco, al quale rivolgiamo i nostri auguri per un buon lavoro, ha l’intenzione di riformare il funzionamento l'Osservatorio Ambientale. Auspichiamo che i correttivi abbiano l’obiettivo di rendere tempestiva l’operatività dell’osservatorio, aumentarne l’efficacia e l’incisività su progetti chiari e condivisi che tutelino il più possibile i cittadini.
In conclusione, rivolgiamo alle amministrazioni competenti le seguenti richieste:
 in quale regime di autorizzazione sta lavorando l’azienda?
 Perché non è ancora stata concessa la nuova autorizzazione?
Nel contempo chiediamo che venga convocata una nuova seduta pubblica dell’Osservatorio ambientale per consentire un adeguato aggiornamento sulla situazione.

COMUNICATO STAMPA
Fornovo di Taro, 17 Dicembre 2013

PREOCCUPAZIONE DI LEGAMBIENTE PER LA SOPPRESSIONE DELLA LINEA FERROVIARIA PARMA-FORNOVO.
DA UNA PARTE SI TAGLIANO TRENI, DALL'ALTRA SI FANNO AUTOSTRADE INUTILI.
AI SINDACI DI FORNOVO E COLLECCHIO CHIEDIAMO SUBITO UNA PRESA DI POSIZIONE ED UN DIBATTITO CON LA CITTADINANZA.
AGLI UTENTI L'ASSOCIAZIONE CHIEDE DI SCRIVERE E UNIRSI ALLA PROTESTA.

Proprio in questi giorni è apparsa la notizia della soppressione dei treni diretti Parma-Fornovo, che determinerà non pochi disagi per gli utenti della linea.
Si tratta di una scelta che oltre a rendere più difficile la vita dei pendolari, sempre ultimi nell'agenda della politica, aumenterà il traffico su gomma su una direttrice già intasata e l'inquinamento, che proprio in questi giorni è alle stelle.
Al di là di queste motivazioni, è il segnale generale che preoccupa ed indigna. In una visione di mobilità verde e servizio efficiente dovrebbero esserci sempre più treni e sempre meno auto. Presidiare le linee esistenti e anzi trovare modo per migliorarle e pubblicizzarne l'uso, è oggi una battaglia di civiltà. Peraltro i dati recenti danno il trasporto pendolare su treno in crescita.
Al contrario siamo di fronte ad una politica nazionale che taglia in modo indiscriminato e ad una regionale che vede nelle autostrade l'unica priorità. Sono molte infatti le linee del treno che in questi giorni scompaiono o sono messe in dubbio in Emilia Romagna, mentre allo stesso tempo si stanziano milioni di euro per nuove autostrade come ad esempio il tratto della TiBre tra Parma e Trecasali.
Oltre a questo preoccupa il modo con il quale queste decisioni vengono prese e comunicate. Legambiente chiede ai comuni coinvolti di aprire un dibattito, informando in modo adeguato i cittadini e prendendo posizione al riguardo.

Chiediamo ai primi cittadini di far sentire la propria voce contro questa scelta chiedendo all'assessore Peri (peraltro collecchiese) di fare marcia indietro.

Invitiamo i cittadini e gli utenti dei treni Fornovo-Parma a inviarci informazioni e segnalazioni all'indirizzo:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Legambiente - circolo di Fornovo.

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Clicca sull'articolo per leggere a schermo intero

2013_12_19_Gazzetta_risposta_sindaci_treni_Fornovo-Parma

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SOPPRESSIONE TRENI TRATTA FORNOVO / PARMA. CONVOCAZIONE DI UN ULTERIORE INCONTRO IN DATA 10/01/2014 ALLE ORE 14, PRESSO IL COMUNE DI FORNOVO.


 
2013 - Stop al Cemento! 6 Punti contro il consumo di suolo PDF Stampa E-mail
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2013_stop_al_cemento

SCARICA IL MODULO PER LA RACCOLTA FIRME!

2013_stop_al_cemento_Modulo_Raccolta Firme.pdf

 

Maggiori info:      http://www.legambiente.emiliaromagna.it/2013/11/25/stop-al-cemento-firma-la-petizione/

Per firmare la petizione online:     http://www.legambiente.emiliaromagna.it/stopalcemento/petizione/

 
2013-11-26 - Festa dell' Albero PDF Stampa E-mail
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FESTA DELL'ALBERO 2013

MARTEDI' 26 NOVEMBRE 2O13

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Scuola primaria di Gaiano e Ozzano


I bambini delle scuole elementari di Gaiano percorreranno a piedi la strada delle Vigne, per ritrovarsi nel cortile della scuola primaria di Ozzano.

Tutti insieme assisteranno alla piantumazione di due alberi da frutto.

Verranno eseguiti dei canti e raccontate diverse storie.

In collaborazione con l'amministrazione comunale di Collecchio, che ha gentilmente fornito gli alberi.

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